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Palcoscenico di luci e ombre

18 maggio 2023

Il nuovo edificio del campus dell’Università LUISS Guido Carli di Roma, realizzato dagli architetti Alvisi Kirimoto, evoca l’idea di un telescopio gigante: la struttura visionaria in mezzo al verde che sovrasta la piazza sottostante è diventata il nuovo cuore pulsante della vita del campus.

  


Con la zona aperta al piano terra, il nuovo edificio del campus creato dagli architetti Massimo Alvisi e Junko Kirimoto è praticamente sospeso a mezz’aria. Foto © Marco Cappelletti

 

Nei pressi di Villa Ada, nel cuore del quartiere Parioli di Roma, lo studio di architettura Alvisi Kirimoto - fondato nel 2002 da Massimo Alvisi e Junko Kirimoto - in collaborazione con lo Studio Gemma ha progettato un nuovo centro culturale per il campus dell’Università LUISS Guido Carli, fortemente radicato nel contesto circostante. L’intervento architettonico, partito dalla demolizione di un capannone esistente, completa la sede dell’università e, allo stesso tempo, ne valorizza gli spazi verdi circostanti con un approccio non invasivo.

 


Le doghe di legno modellano la struttura, che si erge come un telescopio gigante al centro del parco. Foto © Marco Cappelletti

 

Il nuovo edificio a due piani, che si estende su una superficie totale di 1.500 metri quadrati, si trova nel punto meglio accessibile e probabilmente più pittoresco del sito, a sud, nei pressi di un boschetto. Qui il parco sfocia gradualmente sulla piazza principale del campus. Il design ha richiesto una spiccata attenzione ai dettagli. Il progetto si fonda essenzialmente sull’idea di innalzare il volume per creare una connessione diretta con le chiome degli alberi. Per questo la zona del piano terra è lasciata in gran parte libera. Vi si trovano solo l’ingresso, un’aula e le aree di servizio, mentre il piano superiore ospita un ampio anfiteatro e altre due aule.

 


Foto © Marco Cappelletti

 

Immerso in un verde fitto e lussureggiante, l’edificio si integra, o meglio si dissolve, nel paesaggio circostante grazie al suo leggero involucro di lamelle permeabili e trasparenti. La forma dell’edificio richiama la classica, arcaica casa sull’albero, di cui ripropone anche la dimensione accogliente, quasi “familiare” degli ambienti, pensati appositamente per gli studenti, che li hanno accolti positivamente.

 

 

 

L’edificio, sollevato a livello della chioma dell’albero, riprende l’idea di una casa sull'albero. Foto © Marco Cappelletti

 

Gli interni sono stati progettati per essere versatili: non mancano gli spazi per vari eventi educativi, culturali, artistici e sociali, dalle conferenze alle lezioni, fino alle serate di gala e le proiezioni di film. Concepiti per ridefinire l’equilibrio tra lezioni frontali e a distanza, l’anfiteatro multifunzionale e le aule sono dotati di sofisticati sistemi di videoconferenza perfettamente integrati nell’architettura.

 


La sala, i cui pannelli richiamano la fisionomia dell’anfiteatro, dimostra la massima apertura per qualsiasi tipo di evento. Foto © Marco Cappelletti

 

I pannelli acustici sospesi che formano il controsoffitto dell'anfiteatro attirano l’attenzione dall’esterno con il loro colore rosso corallo, mentre la loro silhouette organica rafforza il dialogo con il boschetto adiacente. Lo stesso rosso intenso caratterizza anche gli arredi e alcuni elementi delle aule: un dettaglio raffinato che conferisce all’intero complesso una grande coerenza visiva, soprattutto quando l’edificio si anima nella prima serata.

 


Sempre in contatto: la trasparenza offre una splendida visuale da qualsiasi direzione. Foto © Marco Cappelletti

 

Una scala trasversale collega internamente i due livelli attraverso uno spazio a doppia altezza, mentre una terza scala collega il primo piano con l’esterno. Con la sua evidente rientranza il piano terra sottolinea la leggerezza del volume superiore e crea uno spazio allo stesso tempo aperto e coperto, attrezzato per corsi e attività all’aperto.

 

 

 
L’arredamento del piano terra open air riprende il rosso corallo. Foto © Marco Cappelletti

 

Il piano superiore, rivestito di doghe in legno naturale e vetro, proietta l’edificio verso le chiome degli alberi, creando un dialogo privilegiato tra architettura e contesto. Inoltre, fornisce uno spaccato dinamico delle attività che si svolgono all’interno. “Il legame inscindibile tra la struttura e il verde circostante segnala un approccio innovativo all’istruzione, che fa leva sul benessere generato dal rapporto con la natura per favorire l’apprendimento”, afferma l'architetto Massimo Alvisi. “L'elevata permeabilità che caratterizza l’involucro dell’edificio non solo facilita l’immersione nel paesaggio e l’interazione all’interno della comunità studentesca, ma è anche una scelta concettuale, che riflette l’apertura del campus.”

 


Tutt’uno con la natura: non solo dal punto di vista visivo, ma anche di fatto, la sostenibilità è presa molto sul serio in questo progetto. Foto © Marco Cappelletti

 

I colori, le texture e i materiali del progetto sono stati scelti con la stessa sensibilità: le tonalità del rivestimento metallico e dell’intonaco graffiato si mescolano alle sfumature calde del legno per creare un gioco equilibrato di rapporti e contrasti. Ispirato ai principi del design sostenibile e realizzato con materiali naturali, l’edificio ha già ottenuto la prestigiosa certificazione LEED Platinum.

 

 

 
Tocchi leggeri: il volume tocca il suolo solo in alcuni punti e dimostra una leggerezza architettonica di alto livello. Foto © Marco Cappelletti

 

Le aree esterne sono state ridisegnate con una pavimentazione in ghiaia stabilizzata, mentre un sentiero terrazzato, all’ombra di un filare di lecci, collega il boschetto alla piazza. Tutte le aree esterne sono state attrezzate e progettate per favorire lo studio, gli incontri informali, il relax e il gioco, offrendo infinite possibilità di aggregazione e una grande flessibilità di utilizzo.

 


Il duo di architetti Massimo Alvisi e Junko Kirimoto. Foto © Ilaria Magliocchetti Lombi

 

www.alvisikirimoto.it

 

Traduzione da un articolo di Barbara Jahn

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