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Porta in vacanza il lavoro che ami

19 luglio 2022

Macchina fotografica alla mano, andiamo in giro per il mondo alla ricerca di ispirazioni, che non sai mai quando potrebbero tornare utili.

 

di Nora Santonastaso



Il mare a Dubrovnik, perfetta ispirazione per una palette fresca e luminosa


Qualcuno di voi starà di certo leggendo questa newsletter all’ombra di un albero, in riva al mare, distraendosi per qualche momento dalle pagine di un libro infilato nella valigia delle vacanze. Qualcun altro, invece, avrà scorso le varie e-mail nella casella della posta da snellire e organizzare in vista della prossima pausa estiva, trovando infine questa e dedicandosi alla lettura per qualche minuto.

 

Il mood comune a queste due esperienze è vacanza, in corso o di prossimo, vicinissimo inizio. 

 

Tra gli architetti è molto diffusa l’abitudine di portare in viaggio con sé una macchina fotografica e un buon numero di obiettivi, adatti a catturare l’attimo in qualsiasi forma si presenti. La sorpresa è sempre dietro l’angolo, soprattutto se la programmazione della vacanza prevede, oltre al necessario relax, anche la visita ad alcune tappe d’eccezione, scelte con cura tra le mille più suggestive e interessanti per gli amanti dell’architettura e del design.

 

Non c’è architetto, anzi, che non approfitti delle vacanze estive per riempirsi gli occhi e il cuore di nuove suggestioni. Chiunque faccia un lavoro creativo ha bisogno, come vera e propria linfa, di accogliere ed elaborare nel tempo apporti esterni originali, mai sperimentati prima.

 

Persino lo stimolo apparentemente più lieve e meno interessante può poi, in un secondo momento, fare capolino mentre si è al lavoro su un progetto, proponendosi come scintilla generatrice di idee e proposte innovative.

 


Il paesaggio nordico inquadrato dalle vetrate del museo d’arte Artipelag, a pochi chilometri da Stoccolma


Fare tesoro del bagaglio visivo, emozionale, sensoriale e culturale del viaggio e della vacanza è importantissimo ed è qualcosa di cui è possibile occuparsi senza un eccessivo dispendio di energie. Può, anzi, costituire la molla per una completa rigenerazione, facendoci immergere in una realtà con cui, nella nostra quotidianità, non siamo abituati a interagire.

 

Strumento per concretizzare questo bagaglio in qualcosa di potenzialmente utilizzabile nel futuro è senz’altro la macchina fotografica di cui parlavamo prima. Vediamo insieme come sfruttarla per costituire un archivio di immagini a perfetta misura di architetto.

 

Non è affatto detto che il soggetto di una fotografia utile a generare un’idea traducibile in un progetto sia proprio un’architettura. L’architettura stessa, infatti, è fatta di materia, colore, texture, alternanza di pieni e vuoti, di luci e ombre, di volumi pieni e linee sottili.

 

Persino un paesaggio mediterraneo, luogo ideale di incontro tra natura, cielo e mare, può dare vita a uno scenario traducibile in una moodboard o una palette di colori potenzialmente perfetta da replicare nell’interior design di un appartamento. 

 


Pietra e legno segnati dal tempo alla Certosa di Trisulti, Collepardo, Frosinone.


Scattare una fotografia in vista di uno scopo richiede una buona dose di concentrazione. Eliminata l’incognita dell’attimo, che resta abbastanza estranea alla costruzione del nostro archivio ispirazionale, resta la possibilità di dedicare del tempo alla ricerca di qualcosa capace di destare in noi delle emozioni nascoste, magari a lungo dimenticate.

 

Per aprire i cassetti della memoria o, al contrario, scoprire un’emozione completamente nuova, vi consiglio, macchina fotografica alla mano, di camminare semplicemente a passo lento e soffermarvi man mano a osservare e capire ciò che vi circonda. 

 

Può darsi che a svegliare la vostra curiosità sarà un panorama che alterna architettura e paesaggio sconfinato, un raggio di sole penetrato a fatica nella via stretta e tortuosa di un centro storico. Da lì il salto di pensiero a possibili implicazioni progettuali arriverà immediato e avrete aggiunto al vostro archivio un tassello di concreta, possibile applicabilità futura. 

 


Lo studio di Gropius alla scuola del Bauhaus di Dessau, una delle mete di viaggio imperdibili per gli architetti.

 

Se scorro il mio, di archivio di immagini delle vacanze, mi accorgo che i soggetti più ricorrenti sono:

- forti contrasti di luminosità, che nel tempo mi hanno reso più facile giocare con luci e ombre nei progetti di interior

- palette naturali, che mi hanno insegnato che gli accostamenti di colori trovano sempre un riscontro in ciò che ci circonda e che non necessariamente è stato costruito dall’uomo

- dettagli di accostamenti di materiali, meglio ancora se segnati dal tempo e dalla luce

- persone in movimento, che mi hanno fatto immaginare come può cambiare uno spazio quando è pieno e quando è vuoto

- perfette prospettive centrali, che mi hanno aiutato a capire l’importanza degli assi e degli allineamenti tra aperture ed elementi architettonici

 

Spero che possiate arricchire questo elenco con i vostri soggetti preferiti. Buona vacanza alla ricerca di nuove ispirazioni.

 

 © tutte le foto sono di Nora Santonastaso / design outfit

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