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Flessibilità come criterio minimo dell’architettura

A.A.G. STUCCHI

17 maggio 2022

La possibilità di trasformare un edificio, adottandolo a nuove esigenze nel corso del tempo, è uno dei requisiti essenziali della progettazione.

 


L’architettura moderna come patrimonio edilizio aggiornabile e modificabile nel tempo. © Zane Lee / Unsplash

 

Negli ultimi anni i nostri spazi di vita e di lavoro si sono evoluti seguendo direzioni che, in passato, potevano essere prefigurate solo in progetti e realizzazioni d’eccellenza, lontane dalla possibilità di generare vere e proprie tendenze.

 

Il fatto che un edificio, nel corso della sua vita, potesse essere trasformato in modo parziale o radicale, rispondendo a nuove esigenze occorse nel tempo, non era di certo un requisito di cui tenere conto. L’esito di questo modus operandi risulta evidente, nella sua concretezza, nel consistente patrimonio edilizio che con sempre maggiore frequenza i progettisti si trovano a dover ripensare e riprogettare, adottando strategia e approccio di lavoro innovativo.

 

Versatilità, flessibilità d’uso e, soprattutto, riutilizzabilità e riciclabilità sono termini che, applicati al settore dell’ingegneria, dell’architettura e dell’interior design, ci sono ormai familiari. Sembra anzi che nessun progetto, oggi, possa essere sviluppato a meno di seguire questi criteri, diventati una sorta di minimo di riferimento.

 

Garantire la possibilità di utilizzare uno spazio in modi diversi nel corso del suo ciclo di vita porta con sé alcune necessità progettuali rilevanti. Se la struttura e l’involucro, infatti, devono più che altro rispondere a criteri di resistenza e di isolamento, gli ambienti interni si trovano invece a dover presentare caratteristiche di flessibilità e modificabilità, meglio ancora se attuabili attraverso modalità semplici, veloci e poco costose.

 

Elementi come partizioni interne, servizi, arredi fissi e illuminazione generale devono quindi essere studiati con specifici obiettivi di potenziale trasformabilità e adattabilità, senza perdere in qualità e prestazioni estetiche e tecnologiche nel momento attuale.   

 

 


Didascalia: Sistemi di illuminazione a binario flessibili e modulari. © A.A.G. Stucchi


Gli innovativi sistemi di illuminazione sviluppati negli ultimi anni accolgono in pieno le necessità appena espresse e, molto spesso, si fanno portatori di valori progettuali applicabili anche ad altri settori dell’architettura e dell’interior design.

 

Tra le soluzioni più flessibili troviamo senz’altro i binari elettrificati, sia a bassa tensione che a tensione di rete, che possono essere configurati tenendo conto di più vincoli ed esigenze e che, nel tempo, possono essere aggiornati e modificati anche attraverso l’aggiunta o la rimozione di alcuni elementi, oltre che con la variazione della geometria e dell’estensione se l’installazione è a sospensione, a soffitto o a parete.

 

La versatilità di questa soluzione per l’illuminazione è intuibile già a partire dalle numerose possibilità di installazione: a incasso, a soffitto, a sospensione, a parete o lungo la superficie di arredi specificamente progettati per accogliere l’integrazione luminosa.

 

La A.A.G. Stucchi, azienda di Olginate (Lecco) con quasi ottant’anni di esperienza nel settore della componentistica per l’illuminazione, ha seguito, nella progettazione e produzione dei propri sistemi, il percorso evolutivo delle esigenze legate all’architettura e all’uso degli spazi, adeguando via via le proposte alle nuove richieste.

 

Il risultato di questo processo virtuoso è un catalogo che, oggi, offre un ventaglio di soluzioni per l’illuminazione a binario ampio e innovativo: dai binari a tensione di rete a veri e propri sistemi di illuminazione sia a 230V che a 48V, che comprendono anche vari moduli di luce lineare per le diverse tipologie di binari proposti.

 


Illuminazione a binario dall’estetica minimal e dall’elevato contenuto tecnologico. © A.A.G. Stucchi


I sistemi di illuminazione a binario a bassa tensione presentano caratteristiche estetiche di minimalismo e di perfetta integrabilità con il design degli spazi interni, offrendo allo stesso tempo elevate performance tecnologiche.

 

A dispetto della loro apparenza semplice, essenziale e lineare, i sistemi a binario sono invece costituiti da una serie di componenti specifiche, ciascuna delle quali, inserita nell’insieme, contribuisce alla definizione del sistema di illuminazione.

 

Binari, adattatori, connessioni, accessori di fissaggio costituiscono la base del sistema e, a loro volta, possono avere dimensioni e forme diverse, specificamente studiate per risolvere le diverse situazioni progettuali e per accogliere varie tipologie di corpi illuminanti, da quelle integrate nel binario stesso, fino a quelle a sospensione, particolarmente apprezzabili anche sul piano estetico-decorativo oltre che strettamente tecnico e illuminotecnico.

 

www.aagstucchi.it

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