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Design 2.0: i valori etici al centro del nostro futuro

5 ottobre 2021

Dedicare particolare attenzione alle persone e all’ambiente, senza trascurare l’estetica. È la missione della nuova etica del design, che colloca i valori umani nuovamente al centro dell’innovazione.

 

Di Erika Gagliardini



Enzo Mari è uno dei massimi esponenti del design etico


La tutela ambientale è un tema sempre più centrale nel mondo, innovazione e soluzioni green infatti, sono obiettivi imprescindibili per un futuro più sostenibile e necessitano di un profondo cambiamento culturale e strategico.

 

Le parole del Presidente ADI Luciano Galimberti "L'ambiente è uno, uno per tutti gli uomini", ci portano alla consapevolezza che i danni all'ambiente provocati dall'uomo sono un fatto ormai consolidato che coinvolge le complesse relazioni tra prodotti e società; relazioni tipiche del design, in quanto materia in grado di elaborare e proporre nuovi riferimenti culturali. Il design etico racchiude in sé questi e molti altri riferimenti, infatti è una modalità di progettazione funzionale, sostenibile, coscienziosa ed esteticamente valida. Il design etico è la sfida del futuro per i designer, in quanto racchiude in sé utilità, praticità e qualità con particolare attenzione alle persone e all'ambiente, senza trascurare il valore estetico. Deve porre l'attenzione a tutti i passaggi che coinvolgono il prodotto, che devono essere eseguiti con responsabilità e senza arrecare danno a nessuno, anzi valorizzando il lavoro delle persone coinvolte nella fabbricazione di un oggetto destinato ad accompagnarci negli anni.



Il blocco di legno rosso etichettato ‘Etica’ è al centro del gioco Jenga, inserito tra moralità, relazione, comportamento, scelta, responsabilità, fiducia, affidabilità, principio.


La responsabilità etica del design del futuro è sintetizzata negli standard che l'Academy of Design Professionals evidenzia in quattro punti:


1. I professionisti del design dovrebbero sforzarsi di migliorare le loro conoscenze e abilità tecnico professionali.

2. I professionisti del design dovrebbero continuamente cercare di elevare gli standard dell'eccellenza estetica e funzionale, progettare l'educazione, la ricerca, la formazione, la pratica e l'eccellenza professionale.

3. I professionisti del design dovrebbero sostenere i diritti umani in tutti i loro sforzi professionali.

4. I professionisti del design dovrebbero promuovere la professione e contribuire alla conoscenza e alla capacità delle ‘professioni di progettazione’ nel loro complesso.


Questi punti che esemplificano l'essenza dell'etica del design sembrano facili da sostenere, ma la pratica può essere più complicata?
Per rispondere a queste e altre domande abbiamo interpellato il designer Valerio Cometti, fondatore e direttore creativo dello studio Valerio Cometti+V12 Design.



Designer Valerio Cometti


Ti consideri un designer etico? È un criterio a cui pensi quando progetti?

 

Personalmente fatico a scindere l’eticità del designer dall’eticità della persona.

 

Consapevole dei miei limiti e della mia enorme fallibilità, mi ritengo una persona animata da una grande attenzione etica, valore che metto al centro dei miei comportamenti come individuo.

 

Tale eticità, una volta radicata nel comportamento della persona, per osmosi non può non permeare l’azione del professionista della creatività.

 

A cominciare dalle stesse relazioni che creo verso i miei collaboratori, che tratto come persone di grande valore, per le quali sono mosso da grande rispetto e che sono oggetto dei migliori sforzi che come imprenditore riesco a compiere nel riconoscere il loro merito.

 

Nel momento in cui l’etica permea i rapporti all’interno di un team creativo, è molto semplice portare tale etica al centro del percorso progettuale, verso il committente, verso i fornitori e, più che mai, verso il fruitore finale.

 

Pensando agli standard etici dell'Academy of Design Professionals, ad esempio, devo ammettere che nel nostro studio si compie un costante investimento in termini di competenze, conoscenze e strumenti: lavorando con aziende leader italiane ed internazionali, per noi è imprescindibile alzare continuamente l’asticella della nostra capacità e, nel compiere questo percorso, coinvolgiamo con decisione tutti i collaboratori a diventare ogni giorno designer sempre più capaci.



The Ethical Hierarchy, la gerarchia etica dei bisogni illustra che se uno strato non è soddisfatto, la piramida crollerà.
© Courtesy  Ind.ie

 



Design is applied ethics (2018, p. 4) da Future Ethics di Cennydd Bowles


L'etica del design è un affare complicato?


La risposta a questa domanda è indubbiamente “SI”, nella stessa misura in cui l’etica NELLA VITA è un affare complicato!

 

Nel design professionale, indubbiamente, lo stretto legame con il mondo del business, con la necessità di garantire un ritorno economico ai progetti di cui siamo autori, rende ancor più sfidante l’adozione costante e sincera di un approccio etico.

 

Detto questo, un po’ alla volta ed a velocità diverse in base ai settori, sta attecchendo una nuova attenzione che il business sta rivolgendo all’etica, animato dalla giusta intuizione che un approccio più etico possa portare a risultati migliori anche dal punto di vista economico. Il mercato finale vuole sincerità, autenticità ed eticità, perciò le aziende che riescono a offrirle hanno potenziali ritorni di grande soddisfazione e longevità: ritengo stia a noi creativi aiutare aziende e mercato finale a trovare un terreno ed un linguaggio comuni nel quale l’eticità sia un valore reale e sincero e non un atteggiamento di maniera o, peggio, di “moda”.

 

Nella mia professione perciò, l’eticità del design diventa un concetto molto ampio che va dal modo di lavorare ai materiali che si prescrivono, dal modo di aiutare l’azienda a redigere brief di valore etico all’ideazione dello storytelling più onesto da usare per catturare l’attenzione dell’utente finale.



ecoBirdy, è una startup di Anversa che recupera giocattoli di plastica per realizzare le proprie collezioni di mobili per bambini.

 

 


Lucirmàs Barcellona crea bicchieri, piatti, taglieri e lampade da bottiglie in vetro colorate e organizza workshop dedicati all’upcycling.

 



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