MiCo - Milano Congressi
13 - 14 novembre 2019

Speciali e seminari

IMMAGINI Michel Denancé

10 anni di foto di architettura - Una mostra di architettura o fotografia? Entrambe.

Pur essendosi laureato in Architettura, Michel Denancé non ha mai costruito: gli piace osservare i lavori altrui. Ne ha fatto persino una professione, trascrivendo le sue capacità contemplative in immagini. La maggior parte delle foto di questa mostra è tratta da report commissionati da architetti.

 

La fotografia di architettura non fa per i fotografi con un ego forte. È al servizio dell'architetto o, piuttosto, del suo lavoro: deve renderlo prima intelligibile, poi seducente. È destinata sia a fini documentali che pubblicitari, per interessare e convincere il pubblico in genere, le giurie di preselezioni e i clienti potenziali.

Fin dall'inizio, generalmente rispetta due codici: il primo presuppone che le linee verticali di un edificio siano verticali tanto quanto nella rappresentazione; il secondo, di gran lunga meno sistematico, suggerisce di scattare le foto quando il tempo è bello, non tanto per il cielo azzurro, ma piuttosto perché le ombre aiutano a interpretare i volumi e i materiali.

Diversamente dai colleghi fotografi che lavorano in studio, il fotografo di architettura non può dirigere, spostare o modificare il soggetto. Di rado, gode di una prospettiva comoda e non crea le luci. È costretto ad adattarsi al contesto, al corso del sole e alle condizioni climatiche. Mantiene comunque il controllo del contesto e del momento: può godere di un'ampia visuale, che comprende il sito intero, per restringere poi il campo fino a minimi dettagli; può trovare i prospetti o le prospettive del progetto, se esistono. Se ha la fortuna dalla sua parte, può andare sul terrazzo vicino, ben piazzato, oppure attendere, talvolta invano, dei passanti o una luce più favorevole.

La sua missione non consiste nel far annegare il cliente in tutta una collezione di immagini corrette dal punto di vista tecnico. Dal momento in cui scatta la foto, deve scegliere le angolature e proporre una lettura coerente dell'edificio. Dopo di che, l'architetto può trovare facilmente le foto (due, cinque, dieci o venti) destinate a una pubblicazione, alla sua brochure o semplicemente ad arricchire il sito, nel report che ha ricevuto.

Infine, per lo più l'edificio sarà conosciuto per le sue foto. Se le persone saranno indotte a visitarlo, potranno veramente comprendere la scala del progetto e provare la sensazione fisica dell'essere lì. I disegni, le foto e i video nutrono gli occhi e la fantasia, spiegando al meglio gli edifici, ma si può sperare di conoscere un edificio sul serio solo gironzolandoci attorno. Amici architetti, continuate a viaggiare!

 

Gli edifici presentati in questa mostra coprono una vasta gamma di commissioni architettoniche. Sono stati progettati da studi di ogni livello di fama e grandezza, con budget molto modesti o generosi, in siti liberi e molto limitati, in città grandi o piccole. Le foto selezionate non sono necessariamente quelle che avrebbero scelto gli architetti interessati in via prioritaria. L'idea consiste piuttosto nel mostrare, attraverso questi 46 progetti, diverse famiglie di immagini architettoniche (giorno/notte, contestuali/generali/parziali, da terra, dall'alto, da un elicottero, vuote o occupate).

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2009 B+C architectes tennis couverts Paris.jpg
2011 SEARCH architectes pôle nautique Mantes-la-Jolie .jpg
2014 EA_LGTS_CHATEAUdesRENTIERS_0514_08.jpg
2016 MOATTI-RIVIERE architectes pôle international d'arts graphique de Chaumont.jpg
2016 RPBW architectes centre culturel Stavros Niarchos Athènes.jpg
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